Laura Bassi e il fondo Bassi-Veratti

Laura Bassi (1731-1778) fu una delle più importanti e riconosciute scienziate del XVIII secolo in Europa. Nel 1732 fu la seconda donna a conseguire una laurea e la prima cui fu offerto un insegnamento universitario ufficiale, sempre a Bologna. La prima donna a diventare membro dell’Accademia delle Scienze di Bologna, una delle principale Accademie in Italia ed ebbe un ruolo significativo nella diffusione della fisica sperimentale di Newton attraverso l’insegnamento, la ricerca e la corrispondenza. Pur se rimangono poche testimonianze del suo lavoro scientifico, svolse tuttavia per vari decenni un intenso programma di ricerca e sperimentazione e fu sempre ritenuta una eccezionale docente di fisica sperimentale. Laura Bassi intrattenne frequenti rapporti epistolari con i filosofi naturalisti dell’epoca, inclusi Alessandro Volta, Lazzaro Spallanzani, Giovanni Battista Beccaria, Jean-François Nollet, Voltaire e Francesco Algarotti.

Incoraggiata nei suoi studi dalla famiglia e dalla comunità intellettuale di Bologna, all’età di vent’anni fu invitata a sostenere in pubblico 49 tesi di fisica e filosofia. Poco tempo dopo questo successo, fu insignita dall’Università di Bologna di uno speciale dottorato, seguito ex-officio dalla chiamata alla cattedra di filosofia presso la stessa università. A Bologna sostenne dissertazioni su materie quali gravità, rifrangibilità, meccanica e idraulica. Insieme al marito Giuseppe Veratti, fece di Bologna un centro di ricerca sperimentale sull’elettricità. Laura Bassi era un personaggio di alto profilo, che sosteneva spesso in pubblico discussioni accademiche, appariva regolarmente alla dissezione anatomica pubblica che si teneva nel periodo di carnevale, attirando a Bologna visitatori di rango da tutta Europa, componeva poesie per importanti funzioni pubbliche e godette del patronato di molti contemporanei. Tuttavia, malgrado la sua presenza pubblica, la maggior parte dei suoi insegnamenti e della sua ricerca si svolse a casa, dove dal 1749 fino alla sua morte, lei e il marito tennero un laboratorio, diedero lezione di fisica sperimentale e filosofia naturale e animarono un salotto scientifico. Nel 1776 fu nominata professore di fisica sperimentale presso l’Accademia delle Scienze di Bologna, con suo marito come assistente, che le subentrò alla morte avvenuta appena due anni dopo. Mentre Laura Bassi fu celebrata in vita ed è tuttora al centro delle ricerca, ci mancano studi su di lui. Il loro figlio più giovane, Paolo Veratti, continuò ad insegnare utilizzando il gabinetto scientifico di famiglia, ma non raggiunse mai il successo della madre o del padre.

Il fondo Bassi-Veratti dell’Archiginnasio è la chiave di volta di ogni ricerca su Laura Bassi, sul marito Giuseppe Veratti e la loro famiglia. Per la sua intensa attività di scienziata, docente, poetessa, moglie e madre, la produzione a stampa di Laura Bassi non riflette la vastità del suo talento. Furono pubblicate solo le tesi che diedero inizio alla sua carriera e quattro trattati nei Commentarii dell’Accademia delle Scienze. Sappiamo che durante la sua vita fu figura celebrata nell’ ambiente intellettuale di Bologna e che ebbe un ruolo importante nel diffondere le idee di Newton sulla fisica e la filosofia naturale, ma sappiamo di meno sul suo quotidiano e su quello della sua famiglia. Il fondo Bassi-Veratti consiste di 12 buste d’archivio. Quattro contengono i documenti legali e notarili di entrambe le famiglie, due sono dedicati ai materiali su Laura Bassi e i rimanenti contengono materiali sul marito Giuseppe Veratti, il figlio Paolo, che divenne medico e fisico sperimentale come i genitori e professore all’Università di Bologna, nonché documenti di famiglia, sui Bassi e specialmente sui Veratti. Questo materiale fu donato all’Archiginnasio nel 1922-1924. Oltre a studi scientifici e documenti legali, l’archivio conserva lettere, poesie scritte per celebrare il talento e gli eventi salienti della vita di Laura Bassi, materiale commemorativo in occasione della sua morte, pubblicazioni a stampa, la medaglia commemorativa del 1732 e relativo conio, nonchè una lastra di rame incisa con il suo ritratto.

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